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Smutanda per essere più sexy

Buona sera,
passate bene le vacanze pasquali?
Oggi mi va di prendere come oggetto della mia conversazione, qualcosa che è stato molto discusso!
Dopo il lungo inverno appena trascorso, siamo finalmente entranti nella primavera… e con essa cominciamo a spogliarci!
Per questo stasera vorrei porvi una domanda: Chi oserà di più quest’estate? Chi proverà la Stanga?
No, no! Non mi è scappata una esse. Parlo proprio della Stanga o C- string.
Mai sentita? È la mutanda che ha fatto scalpore a Sanremo. Ricorederete sicuramente della discussa e stradiscussa “farfalla” di Belen e delle sue mutande invisibili.
Questa mutanda tanto criticata però, ha anche tanti punti forti e proprio questi vi illustrerò. Chissà dopo chi avrà il coraggio di comprarla…
Non è altro che uno slip che non ha i fili laterali. In questo modo si può indossare anche l’abito più stretto. Con LEI addio antiestetici segnali della biancheria intima sotto gonne e vestiti. Lo slip è realizzato con un tessuto speciale, morbido ed elastico ed è completamente privo di cuciture.
Come sta su, vi starete chidendo?
Stanga contiene uno speciale gel adesivo che ha la funzione di sostenere lo slip sia posteriormente che anteriormente.
La colla non va via? NO! Si tratta di un gel particolare. Le mutande possono essere tranquillamente lavate e il gel adesivo non perderà mai la sua efficacia.
Non avete idea di che forma abbia? Ricorda una C e da qui uno dei suoi due nomi.

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Perché comprare Stanga?
-Si applica e si toglie con estrema facilità ogni volta che si desidera e quando indossata Stanga rimane salda sul corpo, permettendo qualsiasi movimento in assoluta libertà e comodità, sotto qualsiasi tipo di tessuto.
-Non irrita la pelle
-Non lascia segnali sulla pelle
-Non fascia
-Ci permette di ovviare il problema degli antiestetici segnali degli elastici sotto i vestiti
-Lo slip è pensato per essere indossato in qualsiasi momento delle giornata, anche in palestra durante l’attività fisica
-È estremamente sexy e femminile
Io non vedo l’ora di comprarla, e voi?

La vostra Giuliana Leone

W i colori, quelli che amiamo e che ci stanno meglio!

Amiamo il make-up, che secondo me è una delle tante forme d’arte che esistono al mondo, perché ci piace giocare con i colori.

Qual è il vostro colore preferito?

Il mio è il viola, trovo che sia uno dei colori più femminili, sensuali e magici.

Vediamo il significato dei colori e quali ci stanno meglio.


ruota dei colori

Colore ROSSO: Il colore rosso è il simbolo del sangue e dell’energia vitale sia mentale che fisica.

Il Rosso è quindi sinonimo di forte passionalità, di grande personalità e di fiducia in se stessi. Inoltre, il colore Rosso stimola la creatività e aumenta le capacità di autoconservazione. PS: anche la rosa rossa significa amore passionale.

Colore VIOLA: Nello spettro luminoso, il colore Viola è posizionato agli antipodi del Rosso e simboleggia l’attitudine a identificarsi con il prossimo. Questo colore accresce, inoltre, la capacità creativa e la fantasia inibendo, di contro, l’eccesso di razionalità. Il colore Viola ha la capacità di rendere la persona seducente ma, di contro, anche molto inquieta e suggestionabile.

Colore ROSA: Simbolo della capacità di dare e riceve amore, il colore Rosa conferisce passione e vitalità nell’amore per altri e per se stessi. Ha la funzione di aumentare l’intuito femminile e di aiutare a mettere gli uomini in condizioni di capire al meglio le donne. La caratteristica principale del colore Rosa è quella di alleggerire la mente e di fugare pensieri negativi che vi si possono annidare. Ps: la rosa rosa simboleggia amicizia, tenerezza, amore.

Colore giallo: il colore Giallo è simbolo della luce del sole ma anche della conoscenza e dell’energia, sia dell’intelletto che nervosa.

Colore VERDE: Il colore Verde simboleggia la perseveranza e la conoscenza superiore, emana senso di equilibrio, compassione e armonia; trasmette amore per tutto ciò che riguarda il regno naturale favorendo il giusto contatto con le leggi della natura e con il rispetto delle tradizioni.

Colore AZZURRO: Il colore Azzurro è emblema della lealtà e dell’idealismo, trasmette senso di pacatezza aiutando la meditazione e l’estroversione. Inoltre stimola il sonno e favorisce i rapporti di diplomazia.

Colore BLU: Simbolo di armonia ed equilibrio, nonché di calma, il colore Blu ha la facoltà di rilassare portando equilibrio nella sfera emotiva. Trasmette, inoltre, una certa sensibilità portando l’individuo ad essere più vulnerabile ad eventuali “attacchi” esterni.

Colore BIANCO: Il Bianco esprime speranza per il futuro, fiducia nel prossimo e nel mondo in genere. Rappresenta lo stato di purezza e i nobili sentimenti e la voglia di cambiamento.

Colore NERO: Il colore Nero conferisce un senso del sacrificio, tenacia, pessimismo, abnegazione e risolutezza nel perseguire le proprie mete.

Ma quali colori ci donano di più, in base ai nostri colori e caratteristiche fisiche?

Grosso modo ci sono quattro tipologie di donna: donna primavera, estate, autunno e inverno.

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DONNA PRIMAVERA:

La donna primavera ha la pelle chiara, capelli chiari, ossia rossi biondi o castano chiaro e occhi verdi o nocciola. (es Nicole Kidman).

I colori che le stanno meglio sono i colori caldi: ad esempio giallo, arancione, rossi aranciati, rosa , verde.

nicole kidman

DONNA ESTATE:

La donna estate è la classica bionda (biondo chiaro o platino) con occhi chiari, i colori adatti a lei sono tutti i colori freddi, rosa, giallo verde chiaro, rosso. Esempio: Cameron Diaz.

cameron diaz

DONNA AUTUNNO:

La donna autunno ha i capelli castano e la pelle ne troppo chiara, ne troppo scura con un sottotono aranciato. Gli occhi sono scuri o con riflessi verdi. Colori ok: marrone, verde, grigio, arancio. Esempi: Julia Roberts.

 julia-roberts

DONNA INVERNO:

la donna inverno ha i capelli scuri e la pelle olivastra, la tipica ragazza mediterranea. Colori si: nero, ghiaccio, marrone freddo, grigi scuri, rosa vibrante, fuxia, giallo fluo, rosso scuro, viola e melanzana. Es Monica Bellucci, Elisabetta Canalis.

 Elisabetta-Canalis

Altre due varianti della donna inverno sono la donna inverno gioiello (occhi chiari capelli scuri e pelle chiara o ambrata) e la donna inverno profondo es Audrey Hapburn (ha lineamenti marcati, il suo volto esprime forza. I capelli sono neri e corvini, castano medio o scuro; la pelle è chiara o chiarissima, beige, beige rosato, porcellana o olivastra ma mai dorata. Lo sguardo è penetrante, incorniciato da sopracciglia scure e marcate).

audrey_hepburn

Ovviamente poi ci sono anche le eccezioni i mix e le tipologie intermedie, voi in che tipologia rientrate? Io sono la donna inverno profondo. Anche se odio l’inverno 😀

Quali sono i colori che preferite indossare in fatto di make-up e abbigliamento?

Buone e Belle: i nuovi orizzonti della cosmetica Cruelty-free

Belle e crudeli, il patto è questo. Per le grandi case cosmetiche la nostra bellezza si baratta con le sevizie sugli animali, ma questo è uno scambio che nel ventunesimo secolo non siamo più disposte ad accettare. L’argomento è di quelli delicati visto che le aziende nella lista dei test su animali sono tantissime. Le cose sembrano tuttavia aver finalmente preso una svolta epocale e di eccezionale importanza.

crueltyfree

Partiamo dal principio, cos’è un prodotto cruelty-free?

Cruelty-free, letteralmente “privo di crudeltà” non è l’appellativo di una persona particolarmente buona, ma la sigla apposta sui cosmetici che non hanno testato le loro formule sugli animali e che, quindi, non incrementano la vivisezione. Si tratta di uno standard Internazionale che si riferisce sia al prodotto finito che ai singoli ingredienti.

Molte diciture traggono spesso in inganno: “prodotto finito non testato su animali” potrebbe significare che i singoli componenti sono stati testati, oppure “testato clinicamente”  o “testato dermatologicamente”  indicano che i test sono stati effettuati anche su volontari umani e sulla pelle, ma senza assicurarci che gli animali siano stati lasciati in pace.

Siccome in passato molti ingredienti sono stati testati ed in seguito utilizzati le aziende che aderiscono allo  “standard cruelty-free”, sostenuto da associazioni antivivisezioniste di tutto il mondo, adottano il criterio della cut-off date: in pratica si impegnano da un preciso momento a non comprare o utilizzare nuovi ingredienti dei quali non si può assicurare la totale estraneità ai test, un modo utile per non incrementare le sevizie sugli animali.

Esiste poi un’apposita accortezza che non è tuttavia ricompresa nello standard, che riguarda gli ingredienti di origine animale: lo standard internazionale non compre questa facoltà e lascia la scelta al consumatore, considerando che alcune aziende riescono a procurarseli in maniera naturale e biologica mentre altre meno.

Insomma la faccenda dello Standard Internazionale e della certificazione ICEA-LAV è estremamente complessa: su siti specifici è possibile trovare liste di case cosmetiche che non testano, ma si è creata una “cortina fumogena” di certificazioni a pagamento, autocertificazioni e affermazioni che rendono solo più complicato all’acquirente capire se il prodotto è testato o meno.

Le cose sembrano aver ultimamente preso una piega diversa, dopo un cammino durato quasi 20 anni: nel 2004 sono stati vietati i test in Europa sui prodotti finiti e nel 2009 si è stabilito il divieto di sperimentazione sugli animali di ogni ingrediente cosmetico; dall’11 marzo di quest’anno  il Parlamento Europeo ha sancito il divieto totale nel territorio UE di testare e commercializzare ingredienti e cosmetici testati su cavie. La produzione dei cosmetici in Europa è diventata ufficialmente Cruelty-free!

Non sono ammesse deroghe, l’Europa ha scelto la strada della ricerca di metodi alternativi di sperimentazione e ha assunto un impegno unanime dettato dall’etica personale, umana e sociale. Inoltre la Commissione Europea si impegna ad instaurare un dialogo con gli altri paesi ancora vivisettori (in primis la Cina) per persuaderli a seguire la medesima strada.

D’altronde, è davvero necessario testare su animali? Personalmente ritengo di NO nella maniera più assoluta,  sia perché è una crudeltà immonda ed immotivata, sia perché se il prodotto è creato con attenzione e con ingredienti naturali non risulta pericoloso per l’uomo. Oltretutto siamo noi i primi test di noi stessi: ogni cosmetico, infatti, andrebbe prima testato su una piccola parte della nostra pelle per verificarne la tollerabilità. Siamo tutti diversi e, sinceramente, il test su un povero animale non diminuisce i rischi che un prodotto potrebbe avere su ogni singola persona, con esigenze, pelle e caratteristiche diverse dagli altri.

Ultima annotazione: dall’11 luglio sulle etichette dei cosmetici le informazioni relative alla scadenza e agli ingredienti verranno rese ancor più chiare, per un’etica di consumo sempre più consapevole.

Oggi mi sento bella davvero, e lo sono senza crudeltà.

Chi bella vuole apparire, nessun altro deve far soffrire.

Lucia Izzo

Il pregiudizio sui cosmetici Made in China

Il titolo di questo articolo, ne sono sicura, susciterà subito stupore in tutte voi, perché si sa: i cosmetici che riportano la scritta “Made in China” non sono buoni,sono di qualità scadente e addirittura pericolosi. Ma io oggi vorrei sfatare questo mito con alcune semplici osservazioni e spero di riuscirci, però voglio chiarire una cosa: io non sono un’esperta in materia, ho semplicemente fatto alcune ricerche e mi sono documentata, prendete quindi ciò che vi sto dicendo con i “guanti”, poi ognuna è libera di avere il proprio pensiero.
E’ ormai una credenza ingenua o comune che tutti i prodotti Made in China, e quindi anche i cosmetici, siano di scarsa qualità, non siano realizzati a norma, pericolosi in quanto realizzati con materiali e ingredienti dannosi per la salute, in particolare per la pelle.
In particolare i cosmetici cinesi:
1. Spesso non riportano l’etichetta con l’INCI, ovvero gli ingredienti di cui sono fatti e questo di per sé è un allarme al non fidarsi poiché se non conosciamo di cosa sia fatto un prodotto tendiamo a temerlo (ciò che ignoriamo ci fa paura) e quindi a non comperarlo.
2. Hanno un costo irrisorio, quindi tendiamo a pensare che se un prodotto costi così poco sia in realtà realizzato con materie prime di bassa qualità, ovvero ingredienti di scarto a bassissimo costo, abituate come siamo ai prezzi stellari delle marche più prestigiose.
3. Spesso essi sono venduti in piccoli negozietti cinesi, che tra l’altro vendono anche i più svariati oggettini ai nostri occhi inutili, “cianfrusaglie” come si suol dire, cose di poco valore, e quindi tendiamo a considerare anche i cosmetici come cose di poco valore.
4. Infine casi di cronaca, hanno riportato alla luce situazioni poco piacevoli come ad esempio casi di sequestri di massa di questi cosmetici made in China poiché si è scoperto contenessero alte percentuali di metalli pesanti (tossici per il nostro organismo) o casi di persone che hanno avuto forti allergie alla pelle (addirittura è venuta via la pelle) dopo aver usato alcuni di questi cosmetici (vedi caso Riveel e Markwins). E questo sì, che fa leva sulla coscienza delle masse!

Dopo avervi elencato queste credenze comuni sui cosmetici Made in China vorrei esporvi la mia tesi: “Noi crediamo che i cosmetici realizzati in Cina siano scadenti perché è quello che vogliono farci credere le marche di cosmetici più prestigiose, le quali non ammetteranno mai di utilizzare materiali che provengono direttamente dalla Cina per produrre i loro cosmetici e poi targarli come Made in Italy”.
Sinceramente, non credo molto nella pericolosità di una casa cosmetica che produce in Cina e lo dichiara, piuttosto di una che rimane sul vago indicando una provenienza europea o americana ma poi fa tutt’altro.
Case cosmetiche molto famose come la Pupa, la Elf, la Zoeva, l’Avon, H&M, la Debby, la Deborah, la Sephora , la Mac, dichiarano esplicitamente di produrre alcuni prodotti o tutti in Cina.
E lo riportano proprio scritto sui prodotti stessi…

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Allora perché non suscitano scalpore? Perché nonostante riporti la scritta MADE IN CHINA milioni di persone comprano una palette Sephora di 40 euro e non comprano una palette cinese di 10 euro?

Il perchè ve lo spiego in vari punti:
1. Il livello di prestigio del marchio: tendiamo di più a fidarci di un marchio famoso che di uno mai sentito prima; entrare in uno di quei bellissimi e luccicosissimi negozi di Sephora pieni di makeup di svariate tipologie e sempre pieni di gente che acquista, che hanno le palette tester e te le fanno pure provare, ci porta a pensare che quel marchio sia di ottima qualità. L’idea invece di entrare in uno di quei negozi cinesi piccoli e semplici,che vendono varie cianfrusaglie assieme a cosmetici di marche mai sentite prima,ci porta a pensare che invece non siano affatto buoni.
2. I controlli a cui sono sottoposti i cosmetici: è questo che distingue i buoni cosmetici da quelli scadenti e non il marchio Made in China – Made in Italy. Una grande catena come la Sephora durante la filiera di produzione sottopone a rigidi controlli i propri prodotti per verificare che siano dermocompatibili, mentre altri piccoli marchi Made in China non vengono sottoposti a questi controlli e quindi possono avere effetti nocivi a contatto con la pelle, proprio perché non sono stati “testati” prima.
Vi siete mai chieste perché queste marche di prestigio producono i loro prodotti proprio in Cina?
Perché in Cina sono presenti tutte le materie prime necessarie che in Italia non abbiamo, perché in Cina la manodopera costa poco, e ciò significa bassi costi di produzione.
Poi i prodotti vengono esportati in Italia e messi sul mercato ad un prezzo di vendita molto più alto rispetto al costo di produzione. E noi li compriamo ignare di tutto ciò!
In sintesi quindi stiamo attente a non fare distinzioni tra cosmetici Made in Italy e cosmetici Made in China, se un cosmetico è prodotto in Italia ciò non è sinonimo di qualità e viceversa se un cosmetico è prodotto in Cina ciò non è sinonimo di scarsa qualità.
Ci sono casi e casi. La qualità di un cosmetico è data dall’INCI, dai vari controlli a cui è stato sottoposto e dai test dermatologici, e non dalla sua provenienza.

La Vostra

Auty

Da che prodotto comINCI?

Buona sera ragazze,

stasera vorrei parlare di una cosa che mi sta molto a cuore; e dove farlo se non in un blog che permette a tester, opinioniste e lettrici di confrontarsi ed esprimersi liberamente?
Ad ogni modo bando alle ciance! Stasera vorrei parlarvi di…INCI.
Penso che quasi tutte di voi sapranno di cosa stiamo per parlare. L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta, i diversi ingredienti del prodotto cosmetico. Quindi, in sostanza, non è altro che ciò che ci spalmiamo in faccia.
Quelle di voi che non hanno mai sentito questa parola, probabilmente non si saranno mai chieste cosa sono quelle paroline scritte nelle etichette, proprio sul retro dei prodotti.
Se è così vi dico subito che è molto possibile che inconsciamente siate incappate in cosmetici contenenti ogni sorta di prodotto chimico (nocivo!).
Come sapete la pelle è piena di piccolissimi pori, proprio per questo ogni cosa viene da essa assorbita.
Tuttavia, non allarmatevi!
Fortunatamente per interpretare un INCI non occorre essere chimici cosmetologi.
Come prima cosa bisogna sapere che esiste un Biodizionario (http://www.biodizionario.it/), che consente di cercare gli ingredienti. Ogni ingrediente è contrassegnato da un bollino rispettivamente: verde, giallo o rosso. Il verde indica prodotti totalmente naturali, il giallo prodotti creati dall’uomo e non presenti in natura ma non pericolosi, il rosso prodotti chimici nocivi e da evitare.
Per farvi capire di cosa vi sto parlando, eccovi un breve elenco di ingredienti da evitare assolutamente:
-petrolatum
-paraffinum liquidum
-quasi tutte le cose che finiscono in -one, -thicone oppure -siloxane: sono siliconi
-tutti i numeri dispari (nell’ottanta per cento dei casi sono sostanze da pallino rosso)
-i PEG e PPG -i DEA, MEA, TEA, MIPA
-l’EDTA (es. tetrasodium EDTA)
-il carbomer assieme a radici quali crosspolymer o acrylate(s) o styrene o copolymer o nylon
-la triethanolamine
-il triclosan, DMDM hydantoin, imidazolidinyl urea, diazolidinyl urea,formaldheyde, methylchloroisothiazolinone, methylisothiazolinone,sodium hydroxymethylglycinate -chlorexidine -nonoxynol o poloxamer
-mentre invece i C seguiti da un numero dispari sono sintetici, come pure iso-
-poi i -trimonium e i -dimonium sarebbero pure da criticare, come anche i glycol.
Vi consiglio di stampare questa lista e metterla in borsetta per averla sempre a portata di mano, prima di fare compere.
Parraffinum liquidum e petrolatum sono gli ingredienti che troviamo più comunemente nei trucchi anche con la dicitura “mineral oil”. Essi sono scarti della lavorazione del petrolio.
Non credo che qualcuna di voi si spalmerebbe in faccia del petrolio…giusto?
Per stasera abbiamo finito con la lezione ma se siete interessate potremmo continuarla un’altra volta;)
Adesso vi lascio tornare alle vostre occupazioni.

AH, RAGAZZE…stasera dopo che avrete messo il pigiama e lavato i denti, suppongo vi soffermerete qualche secondo in più sull’INCI della vostra crema da notte. XD

La Vostra

Giuliana Leone

Absolute Nude – Eyeshadow Palette – Catrice Cosmetics – Swatches

Il Nude è il make up dell’anno. Affiancato comunque a colori sgargianti come il verde, il fucsia e l’arancio per la prossima estate, sono molti i visagisti a riscoprirlo.
Un trucco si vede e non si vede, era sempre stato abbinato alla donna che non voleva apparire, alla donna in carriera, alla donna semplice ma sicura di sé.
In questi ultimi mesi la tendenza è completamente inversa. Anche lungo il Red Carpet, le star di Hollywood hanno sfoggiato abiti da sera sfarzosi e sexy, accompagnati da un trucco essenziale creato a regola d’arte.
Le case di cosmesi si adeguano.
Nel mercato possiamo trovare palette tanto ricercate, come la Naked della Urban Decay, oppure come la Absolute Nude, della Catrice, ma ad un pezzo più abbordabile.
I colori base sono simili, caldi, venati da un intenso terra/oro di fondo.
Ho qui davanti questa scatoletta della Catrice, una confezione essenziale, trasparente, che ti permette di adocchiare e apprezzare subito i colori, sei per la precisione.

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Di testura setosa e soffice, vanno da un beige ad un mattone ad un metallico, e si combinano tra di loro agevolmente.

Nel packaging è compreso un applicatore doppio.

Get the Nude Look in tre step (come consigliato da Catrice):
1) utilizza l’applicatore per stendere uno degli ombretti più chiari sull’intera palpebra;
2) applica uno degli ombretti medi sulla palpebra superiore, proprio sopra la linea delle ciglia;
3) usa un ombretto più scuro sulla piega della palpebra e sfumalo con un ombretto dai ton medi verso l’esterno;
1, 2, 3…fatto!
Cosa ci proporrà Giuli come esempio?

E tu, perché ti trucchi? :P

Mi sono chiesta talvolta, se Cleopatra verrà ricordata più per i suoi famosi bagni al latte, e i suoi profondi sguardi creati ad arte con
il kajal, che per il suo amore con Antonio e la sconfitta alle Termopoli.

Molti l’ hanno definita la donna più bella di tutti i tempi, ma proprio granché non era.

Affascinante forse, donna di gran carattere anche.

Di sicuro ha lasciato un segno, impresso per sempre, ed uno stile.
Il passato è ricco di personaggi che arrivano ai nostri giorni, raccontandoci la storia del make up.

C´è chi addirittura ha dedicato un Museo alla storia del rossetto.

Pensate che verso la prima metà dell’ Ottocento era nato il prototipo dello “stick” rosso acceso, solo ad uso delle donne di malaffare.

Solo negli anni ’20, grazie al cinema, e ad attrici del calibro di Greta Garbo, il rossetto divenne per antonomasia il simbolo della
donna fatale.

Questa piccola introduzione mi serviva per arrivare a porvi una domanda.

Perché da sempre il genere umano è ricorso a l’ uso di ciprie, colori e belletti per decorarsi il viso? Perché ci trucchiamo, ed amiamo il
Make up?

Guardando bene è un impegno sia in termini economici che di tempo.

Tra cura della pelle, messa a punto di trucco e parrucco, strucco serale, creme, balsami….decisamente un lavoro part time.

Non molto tempo fa ho chiesto ad una mia amica:

” Scusa, perché usi allora quel rossetto se sai che qualitativamente non è il migliore, anzi, e dei 32 euro che costa paghi solo la marca?”

Lei senza scomporsi mi ha risposto:

” Perché sono vittima della pubblicità e quando dipingo le mie labbra mi fa sentire bellissima, una Vamp”.

Voglio aggiungere che è una donna affascinante di suo, felicemente sposata, madre, scrittrice, insegnante di Marketing, e proprietaria
di una Compagnia.

Di tutto si può aspettare da lei, ma non che abbia bisogno di conferme sulla sua femminilità e potenzialità da un rossetto.

Tu invece, perché ti trucchi?