Recensione: Catrice Defining Blush “Rosewood Forest”

Hey oh giovani pescetti della barriera corallina,

qui è il vostro lupo di mare che vi parla. Oggi questa sottospecie di deludente Capitan Findus senza barba vi illustrerà un prodotto comprato dopo un attentissimo studio protratto per mesi. Sì, io prima di comprare controllo ossessivamente ogni parere, guardo swatches, cerco qualsiasi minimo dettaglio. Ancora poco e vorrò sapere anche l’ora del confezionamento. E’ che detesto comprare pacchi… lo odio con tutto il cuore! Poi un prodotto che mi fa schifo rimane lì -poveretto!- a prendere polvere e sembra che pianga e dica “Scegli me! Scegli me!”, ma in cuor suo sa bene che non lo sceglierai mai. Drammatica eh? Dai, vi ho fatto scendere una lacrimuccia, ammettetelo!

Dopo questo accenno patetico assolutamente non richiesto, è giunta l’ora di dirvi qual è questo oggetto di studio approfondito, manco fosse la Divina Commedia! E’ lui:
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E’ il Catrice Defining Blush nella tonalità “Rosewood Forest“. Mi piaceva il nome, sì, ecco, l’ho comprato per quello. Già.


Avevo visto il suddetto nel blog di qualche altra bella ragazza, ma mi aveva lasciato piuttosto indifferente, poi visto dal vivo mi era piaciuto ancora meno. Appariva troppo marroncino, santiddio! Io sono una mozzarella, non posso andare in giro con le guance marroni, già sembro uscita dal set di The Walking Dead, non era proprio il caso di dare maggiormente adito alle voci che mi vogliono una morta vivente (tipo mio padre, il quale si lamenta delle mie mani gelide e mette in dubbio che io sia ancora un essere vivente. Tsk! Problemi di circolazione. Deal with your genes, oldie man!)

Insomma, non era una mia priorità, anzi, ero fermamente convinta della sua inutilità. Come mai l’ho comprato allora? Ci arriviamo, ci arriviamo. Avevo appuntamento con la mia relatrice della tesi e il giorno a Freiburg c’era un caldo bestiale. Avevo usato un inutilissimo blush della Elf, ormai mezzo finito, che non durava più una cippa. Arrivata nei pressi dell’università, notai che ero uno schifo, un autentico vomito di cane, e che non potevo presenziare le mie idee genialissime e brillantissime e super intelligentissime (e modestissime, soprattutto!) alla prof in quelle condizioni canine, sicchè entrai nel primo DM a portata di mano e che feci? Mi truccai da capo.

Quanta serietà amiche, quanta serietà. Guardate con che gente avete a che fare!! Brutta, orribile! Insomma… in breve scroccai il blush. E fu proprio lui.

Tornata poi in patria decisi di comprarlo. E mai acquisto fu più gradito!
Il colore è un malva, rosa antico, davvero particolarissimo. E’ stato complesso fotografarlo, perchè a seconda della luce si rischia di farlo apparire troppo marroncino. Sulla mia pelle risulta fresco e naturalissimo, sembra proprio il colore delle mie gote.

La formula in polvere è quasi cremosa da quanto è scrivente, e soprattutto dura a lungo. A me, donna dalla pelle secca e dermatitica, dura 6 ore intatto, perde un po’ di intensità forse, ma c’è, è lì e non vi abbandona!
Lo vedo particolarmente bene sulle pelli molto chiare, temo che in quelle scure non risalterebbe granchè.

Credo che questi blush Catrice siano davvero validissimi e non hanno nulla da invidiare a brand più importanti. Hanno 4 grammi al loro interno e costano 3.99, il rapporto qualità/prezzo è ottimo.
Adesso un po’ di swatches fatti da una demente per voi! 😀

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Cosa ne dite, puellae? Vi piace? Avete provato dei blush Catrice?
Mi raccomando, non fate come me, portatevi sempre i prodottini tattici in borsetta per eventuali ritocchi! E provate sempre i prodotti prima di acquistarli! Magari ci fanno ribrezzo visti così, poi puntualmente scopriamo che in realtà ci stanno da Zeus!
Dopo questi consigli da Nonna Papera, vi saluto e vi auguro un buon weekend!
Prendetevi cura di voi, ragazzine <3

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